Raccontare la Liberazione: parole, memorie e futuro della città

RICORDARE LA LIBERAZIONE: evento del 6 settembre curato da ANCR – Federazione di Prato

L’evento dedicato al racconto della Liberazione è stato un momento in cui la memoria ha trovato spazio per respirare e per interrogare il presente. Fin dall’inizio è emersa una verità semplice e profonda: raccontare la Liberazione significa interrogare non solo ciò che è accaduto, ma il modo in cui scegliamo di ricordarlo, perché la memoria non è mai un gesto neutro, è una responsabilità, un ponte tra generazioni che non hanno vissuto gli stessi eventi ma condividono la stessa città, gli stessi spazi, gli stessi interrogativi.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio comunale Giacomo Sbolgi, la relatrice Angela Pagnanelli ha aperto la riflessione con la poesia come gesto di libertà, ricordando i poeti greci che durante il regime dei colonnelli pagarono con la propria libertà la scelta di opporsi alla dittatura e portando la voce di Mariama Bâ, figura emblematica di Liberazione che intreccia memoria personale, storia collettiva e voce femminile.

Chiara Recchia ha mostrato la complessità della memoria orale, ciò che viene detto e ciò che viene taciuto, le scelte narrative che trasformano una testimonianza in racconto, la responsabilità di rappresentare storie che non sono proprie ma che vengono affidate.

Costanza F ha portato la resistenza quotidiana dei giovani, l’occupazione scolastica come forma di radicamento, di organizzazione, di comunità, una resistenza che non parla direttamente della Liberazione ma ne incarna lo spirito più autentico.

Francesco Venuti ha riportato al centro la storia locale, il 6 settembre a Prato e le forme di Resistenza che ancora oggi parlano alla città, mostrando come memoria locale e memoria nazionale si intreccino e come la narrazione storica possa restituire complessità senza perdere chiarezza.

La serata è stata attraversata anche dalla riflessione filosofica di Paul Ricoeur, riportata dal moderatore Francesco Bianchi, che ci ha ricordato che la memoria è sempre già racconto: senza narrazione il passato resta muto, con la narrazione diventa eredità. La Liberazione, così, è apparsa nella sua duplice natura di “non più”, evento concluso, e di “essente‑stato”, sorgente che continua ad agire nel presente.

Prossimo appuntamento curato da ANCR il 4 novembre alla Casa delle Memorie di Prato in Piazza San Marco, al centro la Grande Guerra mentre da settembre ANCR curerà una serie di trasmissioni radiofoniche su Radio Canale 7, portando la memoria fuori dalle sale e dentro la quotidianità, tra voci, testimonianze, storie e approfondimenti.

Grazie a chi ha partecipato, a chi ha parlato, a chi ha ascoltato: la memoria vive così, insieme.

Giacomo Sbolgi
Angela Pagnanelli
Chiara Recchia
Costanza F
Francesco Venuti
Francesco Bianchi