
L’Associazione Nazionale dei Combattenti (A.N.C.), nacque nel 1919 su iniziativa della dell’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra e sulla spinta dei problemi della Prima Guerra Mondiale. Gli scopi fondamentali erano in parte di carattere rivendicativo e solidaristico, ma tendevano anche a far ottenere all’Associazione un peso politico e sociale nella vita nazionale. Diversamente da quanto si possa pensare essa non aderì al fascismo. In occasione dell’assassinio di Giacomo Matteotti (giugno 1924) la maggioranza degli adepti reagì negativamente, tanto da rifiutare la partecipazione alle celebrazioni della marcia su Roma. Mussolini, che non sopportava simili atteggiamenti, nel 1925, sottopose l’ANC a un triunvirato fascista.
Dopo la Seconda guerra mondiale si verificò una situazione analoga a quella del primo dopoguerra. Al malcontento della popolazione si aggiunse quello di reduci e di ex partigiani. Dopo la fusione con l’Associazione Nazionale Reduci della Prigionia (militari fatti prigionieri dai nazisti dopo l’8 settembre 1943), l’A.N.C. divenne Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCR) e assunse un carattere prettamente assistenziale, volto a consentire ai reduci di guerra e della prigionia il reinserimento nella vita della Nazione. Nell’ottobre del 1946 venne modificato lo Statuto e, a Salerno durante il congresso del 1947, venne approvata la nascita dell’A.N.C.R., Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Oggi essa è una realtà organizzata a livello territoriale in sezioni e Federazioni provinciali. Se il suo scopo principale è quello di ricordare le vittime di guerra del secolo scorso, le sue iniziative dedicate alla Memoria si sono fortemente diversificate nei contenuti e orientate verso la gente comune.
